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Rubrica di Lady Brown “La signora del tè”

Breve storia dell’High tea

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Si distingue dal “low tea”, servito su tavolini piccoli bassi e consumato seduti in poltrona o sul divano, poiché vengono servite numerose specialità dolci e salate su alti (high, appunto) tavoli a buffet.

 Tra 600 e 700

Prima dell’introduzione di tè in Gran Bretagna, l’inglese aveva due pasti principali, colazione e cena. La colazione era birra, pane e carne di manzo. Durante la metà del XVIII secolo, la cena per le classi superiori e medie non era servita prima delle 20:30/21.

E’ probabile che la tradizione del te’ pomeridiano sia iniziata in Francia già alla metà del XVII secolo, mentre in Inghilterra la fortuna del te’ come bevanda di largo consumo si deve alla regina Anna (1665-1714) che lo preferiva come bevanda per la colazione.

Nel 1717 Thomas Twining cambiò la destinazione di un locale pubblico di sua proprietà riservato alla vendita e alla degustazione del caffè (“coffee house”) per farne un luogo dove si poteva andare a bere un buon tè.
Ma mentre una vera signora non avrebbe messo mai piede in una ‘coffee house, destinata agli uomini, tutte le dame invece si precipitarono a frequentare il nuovo “tea room”.
Alla metà del ‘700 più di 500 case da tè nella sola Londra servivano questa bevanda proveniente dalle colonie orientali a tutte le ore.

L’eta’ vittoriana

Per la tradizione del tè pomeridiano dovremo però attendere l’800: alcuni sostengono che  il rito del tè delle 5 venne inaugurato dalla regina Vittoria il giorno della sua incoronazione (1838) nei salotti di Buckingham Palace.
Infatti prendere il tè era vietato alla giovane Principessa Vittoria: la sua istitutrice si rifiutava di farle bere la bevanda in tutti i momenti della giornata come era uso in Inghilterra.
Si dice che quando fu incoronata Regina una delle prime cose che ordinò fu “una tazza di tè”.

Fu più probabilmente Anna Maria, settima duchessa di Bedford ad istituire attorno al 1840 l’usanza dell’ afternoon tea.

Capitò che la duchessa, durante una vacanza nella sua dimora di Belvoir Castle, colta da un certo languorino nel tardo pomeriggio (la cena non sarebbe stata servita prima delle 21) chiese alla sua cameriera di portarle nel suo salottino del tè e un vassoio con pane e burro e pasticcini. Piano piano cominciò ad invitare nel suo salotto gli amici più cari fino a che questa abitudine estiva, praticata all’ inizio solo nei salotti di Belvoir Castle, acquisto così tanta popolarità che la duchessa la portò anche a Londra.
Questo rito si consolidò poi per tutto il XIX secolo, soprattutto nei salotti aristocratici e in Hotel prestigiosi.
Sinonimo di eleganza, verso il 1910 venne sostituito dal più mondano tè danzante dove la bevanda fumante veniva consumata tra un ballo e l’altro.

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L’”high tea” è quindi un fenomeno di costume squisitamente vittoriano, strettamente legato alle trasformazioni economiche e all’ascesa dei ceti sociali medi e borghesi che caratterizzarono l’Inghilterra della seconda metà dell’800.